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COS’È LA TECNOLOGIA A.P.I.?

Le API (Application Programming Interface), cioè le “interfacce di programmazione delle applicazioni”, sono come ponti di comunicazione tra diversi software. Per capire come possono garantire la privacy, immaginiamo una situazione semplice:

Immagina un laboratorio medico dove arrivano ogni giorno centinaia di campioni di sangue per essere analizzati. Chi lavora in laboratorio non conosce mai il nome del paziente: riceve solo una provetta con un codice anonimo.

L’operatore esegue l’analisi e la inserisce nel sistema centrale il quale (cioè l’API) invia indietro un risultato che viene poi collegato al paziente corretto, ad esempio: “Livello di glucosio: normale”.

Il personale ricevente sa solo ciò che è rilevante per l’uso che ne deve fare, ma non ha mai accesso a chi appartiene il dato, né ad altre informazioni personali (età, patologie, indirizzo, ecc.).

 

Come funziona l’API in questo caso? 

Riceve una richiesta priva di dati identificativi (come nome, codice fiscale o altri dettagli); elabora la richiesta e restituisce al sistema solo il risultato minimo necessario, senza identificare nessuno.

L’API:

Blocca i dati personali prima che escano dal sistema interno;

  • “traduce” le informazioni in forma anonima o aggregata; 
  • Evita che l’utente finale possa risalire all’identità della persona dietro al dato perché in realtà non ne entra mai in possesso.

Le API possono essere progettate per fornire solo le informazioni strettamente necessarie. Ad esempio, un App. per prenotare una visita medica può ricevere solo il nome del medico e gli orari disponibili, ma non l’intera agenda personale del medico.

Le API spesso richiedono chiavi di accesso (come password digitali) per assicurarsi che solo utenti o software autorizzati possano usarle. Questo evita accessi indesiderati ai dati personali.

I dati che passano attraverso le API possono essere criptati, cioè trasformati in un codice incomprensibile a occhi indiscreti. Solo il destinatario autorizzato può decifrarli.

Le API possono tenere traccia di chi ha chiesto cosa e quando, rendendo più facile scoprire eventuali abusi o accessi non autorizzati.

Per evitare attacchi informatici o richieste eccessive, le API possono limitare quante volte qualcuno può usarle in un certo periodo. Questo protegge anche da tentativi di “rubare” dati personali.

Privacy by design

Infine, se progettate bene, le API rispettano il principio del “privacy by design”, cioè la tutela della privacy è integrata fin dall’inizio nella progettazione del sistema. Non è un’aggiunta successiva, ma un requisito di base.

Artcolo di Avv. Federico Gallo

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