Il Voucher Cloud e Cybersecurity è un contributo a fondo perduto dedicato alle imprese italiane che vogliono investire in sicurezza informatica e servizi cloud. L’agevolazione, disciplinata dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025, copre il 50% delle spese ammissibili fino a un massimo di 20.000 euro per progetto. Le risorse stanziate ammontano a 150 milioni di euro, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) relativo al periodo di programmazione 2014-2020.
Il bando per le imprese non risulta ancora attivo, per ora siamo alla fase preliminare, riservata ai fornitori di servizi: chi vuole vendere soluzioni cloud e cybersecurity alle PMI utilizzando il voucher deve iscriversi all’elenco ufficiale del Ministero entro le ore 12:00 del 27 maggio 2026. Solo dopo la chiusura e la pubblicazione di questo elenco il MIMIT definirà le date e le modalità per la presentazione delle domande da parte delle imprese beneficiarie.
Conoscere preventivamente tutti i dettagli e il funzionamento della misura può essere di grande aiuto. Le domande verranno accolte in ordine cronologico e arrivare preparati all’apertura dello sportello fa la differenza.
Chi può fare domanda
Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese con sede legale o operativa in Italia, oltre ai lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di partita IVA.
Per accederci è necessario essere regolarmente costituiti e attivi, in regola con gli obblighi contributivi, senza procedure concorsuali in corso.
Oltre a questo si aggiungono due condizioni specifiche da verificare prima di procedere:
- disporre di un contratto di connettività con velocità minima di 30 Mbps in download;
- essere in regola con l’assicurazione obbligatoria contro i rischi catastrofali, introdotta dalla Legge n. 213/2023.
Cosa finanzia il bando
Copre investimenti in due macro-aree: cybersecurity e cloud computing, con prodotti hardware e software nuovi e aggiuntivi rispetto a quelli già in uso nell’azienda che vuole beneficiare dell’agevolazione, oppure tecnologicamente più avanzate e sicure. Non sono in nessun caso ammissibili spese per servizi con prestazioni analoghe a quelli già operativi.
Sul fronte della sicurezza informatica, rientrano tra le spese ammissibili sia le soluzioni hardware (firewall, NGFW, router e switch sicuri, sistemi IDS/IPS ), sia le soluzioni software: antivirus, antimalware, software di monitoraggio delle reti, sistemi SIEM, strumenti di crittografia e gestione delle vulnerabilità.
Per il cloud, sono finanziabili i servizi infrastrutturali IaaS e PaaS (tra cui virtual machine, storage & backup, network & security con VPN e protezione DDoS, e database) nonché i servizi SaaS come ERP, CRM, HRM, piattaforme di e-commerce, CMS e strumenti di produttività aziendale.
Il MIMIT inoltre ha incluso tra i servizi SaaS agevolabili le soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale.
Rientrano nel piano di spesa anche i servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, con un limite massimo del 30% del totale del piano, purché collegati ad almeno uno degli altri servizi finanziati. Sono esclusi i servizi di formazione.
Specifica per i fornitori: chi può vendere con il voucher
Sono accettati i solo servizi distribuiti da fornitori qualificati di livello QC1, abilitati dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (catalogo delle infrastrutture digitali e dei servizi cloud di cui al regolamento n. 21007/24), oppure dotati delle certificazioni sotto riportate.
La registrazione all’apposito elenco può già essere effettuata. Lo sportello infatti è aperto 4 marzo 2026 al 27 maggio 2026.
L’accesso alla registrazione avviene esclusivamente sulla piattaforma di Invitalia, entrando nell’area riservata. Le imprese italiane iscritte al Registro delle Imprese devono preventivamente registrare i propri dati nella sezione Anagrafica e deleghe del portale Invitalia.
L’entità del contributo
Il contributo è a fondo perduto, pari al 50% delle spese ammissibili, con un massimale di 20.000 euro per beneficiario. La spesa minima del progetto deve essere di almeno 4.000 euro.
Il contributo viene concesso in regime de minimis ed è cumulabile con altri aiuti pubblici, nei limiti previsti dalla normativa europea vigente.
Le agevolazioni sono erogate in due quote: la prima dopo aver sostenuto almeno il 50% del piano di spesa, la seconda a completamento del piano. È possibile richiedere l’erogazione in un’unica soluzione dopo aver realizzato l’intero piano.
Tempi e modalità operative
Il bando si articola in due fasi sequenziali:
Fase 1
Accreditamento fornitori: aperta dal 4 marzo 2026, con scadenza prorogata al 27 maggio 2026 ore 12:00.
Fase 2
Domande dei beneficiari:I termini e le modalità di presentazione delle domande da parte di PMI e lavoratori autonomi verranno definiti con un successivo provvedimento direttoriale, in esito alla formazione dell’elenco dei fornitori abilitati, probabilmente dalla seconda metà del 2026.
Le domande saranno accolte a sportello, in ordine cronologico. L’istruttoria avrà una durata indicativa di 60 giorni dalla presentazione.
La durata del piano di spesa è:
- fino a 12 mesi per piani attuati esclusivamente tramite acquisto diretto di servizi/prodotti, decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione;
- minimo 24 mesi per piani basati su abbonamenti. Qualora l’abbonamento superi tale durata, le spese agevolabili sono limitate ai primi 24 mesi.
I servizi e prodotti possono essere acquisiti tramite acquisto diretto, abbonamento, o una combinazione delle due modalità.
Evo consulenza integrata può seguire le imprese l’intero percorso: dall’analisi di pre-ammissibilità, alla predisposizione della pratica, all’invio telematico, fino alla rendicontazione finale propedeutica all’erogazione del contributo. Supportiamo anche nell’identificazione dei costi ammissibili e nel raccordo con i fornitori qualificati.
Per un’analisi di fattibilità compila il form nel sito, scrivici a segreteria@evoadvisors.it oppure al chiamaci al 0498791991.

